Various Artists – ACT III: CHAPTER XIII

Lo diciamo in forma di premessa, nel modo più diretto e senza pretendere che sia un punto di vista condiviso. Non abbiamo mai nutrito particolare interesse per club, etichette o raccolte che scelgano di caratterizzarsi a partire da una specifica identità di genere. Siamo portati a pensare che la musica dovrebbe innanzitutto parlare attraverso se stessa e che associarla a una precisa identità sessuale rischi, talvolta, di mettere in primo piano ciò che distingue più che ciò che accomuna. Del resto, non crediamo che esista una musica queer, omosessuale, maschile o femminile: per fortuna, non sentiamo il bisogno di simili categorie per definire la natura dei suoni. È dunque con questa premessa che guardiamo alla nuova uscita della label e party series berlinese PRNCPTL, fondata dal team dietro lo storico evento Pornceptual, che celebra tredici anni di attività con una compilation di nove tracce dedicata alla scena queer. Terzo capitolo della serie di raccolte dell’etichetta, il disco riunisce undici artisti senza particolari convergenze stilistiche, ciascuno portatore di una propria visione della pista da ballo. L’apertura è affidata a Curses, progetto di Luca Venezia, già conosciuto come Drop the Lime e residente di Pornceptual, che con “Make Me Feel” si muove tra suggestioni wave, chitarre e una solida impostazione da dancefloor. Perra Inmunda segue con “La Noche Me Asusta”, un brano scarno e dominato dalla voce, nel quale ritornano le sue consuete inflessioni percussive di matrice latina. RAKANS, fondatore di Rawmantique, propone invece “Crystal Jaccuzi”, una techno di chiara ascendenza detroitiana, sostenuta da una spinta sulle basse frequenze particolarmente marcata. Con “Tantra Tonga” CRYME, fondatore di SEVEN, si sposta verso un terreno tribale e più ruvido rispetto alle abituali coordinate house, mentre Spacer Woman allunga il passo con una produzione progressive house di ampio respiro, adatta soprattutto agli spazi all’aperto. La seconda parte prende avvio con Julie Desire e un brano ad alta intensità, diretto e provocatorio, ma attraversato anche da una componente giocosa. Sparkly Pony, cofondatrice di SWEAT, propone quindi “Wavy Blue”, episodio più caldo e disteso, con evidenti richiami balearici. Rachel Noon, residente di Pornceptual, si unisce a Dillon Lucas e Boneman per “Pauper’s Bluff”, costruita su uno sviluppo graduale, atmosfere sospese e discreti interventi vocali. In chiusura arriva Deepneue con “Crescendo”, una techno asciutta e vigorosa che porta la raccolta verso il suo apice. Soprattutto a Berlino, party e crew di questo tipo sono ormai numerosi e spesso in concorrenza fra loro; nascono, si impongono rapidamente all’attenzione e altrettanto rapidamente possono perdere visibilità. In un ambiente così affollato, dove appartenenza, immagine e riconoscibilità sembrano talvolta assumere un peso non secondario, non è sempre facile capire quanto dietro una determinata esposizione esista una reale identità musicale destinata a durare nel tempo. È un interrogativo che, più che riguardare la scena queer in quanto tale, investe oggi una parte consistente dell’ecosistema berlinese dei club.

 

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