Sulla Fides di Z.I.P.P.O si vira verso l’electro e un’immaginazione fortemente debitrice della scuola di Detroit per il settimo e ultimo capitolo della serie concepita per celebrare il decimo anniversario dell’etichetta. Una scelta che, in realtà, non sorprende più di tanto: sebbene spesso accostata alla techno, Fides ha sempre coltivato una visione aperta dell’elettronica contemporanea, muovendosi con naturalezza tra linguaggi differenti e mantenendo una chiara attenzione per le forme più ricercate e futuribili del genere. Le sei tracce raccolte in X7 restituiscono bene questa attitudine. CEM3340 e 2030 aprono con “I Don’t Know”, una produzione agile e raffinata che intreccia ritmiche asciutte e linee sintetiche dal sapore rétrofuturista. Con “Modular Processed Data”, Lake Haze accentua la componente meccanica del racconto attraverso sequenze serrate e un lavoro timbrico minuzioso, mentre “Step Into Light” di 3KZ introduce una vena ancora più melodica senza rinunciare alla spinta propulsiva che attraversa l’intera raccolta. Nella seconda metà del disco, Passarani 2099 firma con “Golden Valley” uno splendido episodio dal carattere più irregolare e fantasioso, ricco di dettagli che emergono progressivamente all’ascolto. “Res Affair” di Peryl si muove invece lungo coordinate più tese e introspettive, sviluppando un equilibrio convincente tra profondità atmosferica e dinamismo ritmico. A chiudere è “Tango” di Nothus, brano che sintetizza efficacemente le diverse anime del progetto grazie a una costruzione elegante, sospesa tra ricerca sonora e immediatezza. Più che una semplice raccolta celebrativa, X7 appare come una dichiarazione d’intenti che ribadisce la natura curiosa e non allineata di Fides. Un epilogo coerente per una serie che, nel corso dei suoi sette capitoli, ha saputo riflettere la varietà e la solidità di una realtà ormai pienamente riconoscibile nel panorama elettronico europeo.