Con cipiglio appena retrofuture incalza il dj e producer serbo Kalson subito con “System Shock”, prima traccia di Sonic Trauma, modulando un’electro assai stilosa e atmosferica ma non priva di energia, accompagnata fra l’altro da ottimi vocal robotici e innesti aciduli. Edito da Lametta Records, l’EP prosegue con “Disco Sonic”, episodio più sciolto e dinamico, dove le pulsazioni si fanno elastiche e il dialogo tra linee sintetiche e ritmica assume contorni quasi funk senza allontanarsi da un immaginario marcatamente elettronico. In chiusura arriva il remix di Heinrich Dressel, che rilegge “System Shock” con maggiore essenzialità, accentuandone il lato ipnotico e mettendo in risalto la qualità della scrittura attraverso una costruzione più rarefatta e rigorosa. Pur senza inseguire particolari stravaganze, Sonic Trauma mostra una notevole padronanza del linguaggio electro, trovando un equilibrio convincente tra suggestioni classiche e sensibilità contemporanea. Un lavoro compatto, ben calibrato e capace di mantenere vivo l’interesse per tutta la sua durata.