Alla Tresor Records sanno bene come gestire al meglio il proprio archivio e per la sesta implementazione di questo specifico catalogo mettono mano a “One More Time”, release che nella sua forma originaria risale al 1992 e che era già stata riproposta nel 2002. Corsi e ricorsi storici, insomma, dovuti in particolare all’attenzione che si continua a riservare a quelle produzioni che hanno contribuito a definire il linguaggio della techno di Detroit nei suoi anni più fertili. La versione originale di “One More Time” conserva intatta la propria identità: una traccia costruita attorno a una ritmica essenziale ma incisiva, attraversata dalla vocalità caratteristica di Blake Baxter e da un groove che unisce immediatezza e profondità. “Pump Da Bass Mix Reprise” accentua invece la componente più fisica del brano, irrobustendo la sezione ritmica e lasciando emergere una tensione da dancefloor che resta comunque misurata. Con “Red Planet Remix” il materiale viene riletto attraverso la sensibilità cosmica di Detroit, in un intreccio di sequenze sintetiche e suggestioni spaziali che ampliano l’orizzonte dell’originale senza snaturarlo. Chiude il percorso “Acid Mix”, che introduce linee corrosive e movimenti più nervosi, mantenendo però quell’equilibrio tra funzionalità e ricerca sonora che caratterizza l’intero pacchetto. A oltre trent’anni dalla sua prima apparizione, One More Time continua a testimoniare una stagione particolarmente creativa della techno americana. Questa nuova riproposizione non ha il sapore della semplice operazione nostalgica, ma offre piuttosto l’occasione di riascoltare un lavoro che conserva ancora oggi una notevole capacità di dialogare con il presente.